›› Darfo Boario Terme e luoghi da visitare

A pochi minuti a piedi dal "Capriccio Azzurro" si possono passare bellissimi pomeriggi alla Terme di Boario Terme cogliendo l'opportunità di poter usufruire delle cure termali come:

(*) I trattamenti sono mutuabili.

›› Il castello di Breno

Dopo le recenti campagne di scavi, condotte dal prof. Francesco Fedele dell'Universtità di Torino ed i ritrovamenti estremamente interessanti, possiamo fare un balzo a ristroso nella storia di circa diecimila anni e ricostruire le vicende di questa altura su cui nel Medio Evo sorgerà la rocca, più tardi definita dal poeta Gabriele D'annunzio "simulacro sovrano della valle magnanima". È la descrizione di uno dei primi insediamenti umani nelle Alpi: un racconto che tratta di popoli cacciatori, di primitive capanne, di splendidi reperti archeologici di metalli e creta. La roccaforte sarà poi al centro delle lotte nell'età di mezzo, passando spesso di mano dai Visconti del ducato di Milano ai francesi ed alla Serenissima Repubblica di Venezia.

›› Le incisioni rupestri

L'antico popolo dei "Camuni" incomincia a "graffiare" la roccia circa seimila anni prima di Cristo. Su questa sorta di grande "libro" aperto gli uomini primitivi "disegnano" tutto di se stessi: le credenze, gli usi, i costumi, la guerra, la caccia. Nel 1908 il prof. Gualtiero Laeng segnala per primo il cosidetto Masso di Cemmo. Nel 1930 il prof. G. Marro pubblica il primo studio sulle scoperte. Dal 1954 al 1955 si interessa delle incisioni il prof. Emanuele Süss. Nel 1956 dalla Francia arriva a Capo di Ponte Emmanuell Anati a capo di una missione archeologica. Non abbandonerà più la zona e dal 1964 ad oggi dirigerà il Centro camuno di studi preistorici, che si avvia a divenire un istituto universitario. Nel 1980 di questa "materia" incomincerà ad interessarsi anche l'UNESCO, che arriverà a riconoscere le incisioni camune come patrimonio artistico mondiale, da salvare e valorizzare.

›› Cerveno

Verso la metà del 1700, dopo la diffusione del "Pio esercizio della Via Crucis", a Cerveno - un borgo alpestre di poche anime sulla destra del fiume Oglio - Beniamino Simoni scolpisce in legno ed a grandezza naturale molte delle quattordici stazioni della "Via Dolorosa". Da allora, questo "Sacro Monte" è continua meta di pellegrini. Ogni dieci anni, gli abitanti si vestono con costumi ispirati alle statue e "recitano" la crocefissione per le vie del paese, con grande concorso di folla.

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